STAGE con Lindsay Kemp

 

Stage di Lindsay Kemp

Performance: comunicare nell’emozione, nel movimento, e nella musicalità.

Lindsay Kemp, uno dei grandi miti del teatro internazionale negli ultimi 30 anni, torna ad offrire uno stage a Roma: 2 giorni la sua grande intensità per lasciare un segno permanente.

Figura carismatica, estroversa e controversa, dai primi anni 70 ha girato il mondo con la Lindsay Kemp Company, cavalcando un’onda di straordinario successo e di innovazione del linguaggio scenico e influenzando più di una generazione di artisti del palcoscenico in 5 continenti. Figura poliedrica, Kemp trascende categorie quali mimo, teatro, danza, e fonde tragedia e commedia, parodia e rituale, serietà e gioco, libertà e rigore. La sua arte è sempre stato spontaneamente omnivora, spaziando dalla pittura all’opera lirica, dal barocco al minimalismo, dal Varietà al Butoh, ma in ogni sua manifestazione è sempre inconfondibilmente intensa, estrema, travolgente, ironica e poetica.

Fra le sue tante passioni, l’insegnamento ha sempre svolto un ruolo importantissimo, come testimoniano tanti ex-allievi famosi (Bowie, Bosé, Banderas, Bush… tanto per considerare solo la lettera B!) o semplicemente grati. Insegnante che sintetizza tanti tipi d’insegnamento diversi per farne un tipo unico, lavora fra gioco e trance, sulle dinamiche dell’individuo e del gruppo. Chi accetta la sua guida per qualche ora, può scoprire convinzioni e abilità che non sapeva di avere in sé, come persona e come performer: qui l’attore è vita interiore e corpo che comunica.

Attore a più dimensioni si diventa, come gli attori inglesi o americani: recitazione, danza, musicalità si fondono in un unico linguaggio. Emozione e narrazione proiettati attraverso movimento e gesto. Niente privato o fuori foco, tutto focalizzato e indirizzato direttamente al pubblico, oggetto di seduzione e ipnotismo: recitazione come incantesimo e complicità. rnInsegnamento lontano da schemi astratti, a momenti concentra su precise tecniche di performance, ad altri sonda invece le radici interiori della creatività. Improvvisazioni individuali e di gruppo, il respiro come carica espressiva, la musica come strada all’abbandono e alla forma. Molto danza, per danzatori e non, come strumento narrativo. Un percorso di esercizi interattivi per sciogliere le inibizioni, rinforzare l’espressività, migliorare il rapporto emozione-corpo, comunicare col pubblico. Poco ragionamento e teoria, molto fare. Gli aspetti semplici e fondamentali del recitare.

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